Virus in crisi...

In questi periodi, per la stragrande maggioranza delle persone, la paura regna sovrana. In noi, nelle nostre famiglie, e anche nei mercati.

Gestire le emozioni non è mai compito semplice, specie quando la loro intensità viene amplificata da un sistema mediatico imponente in cui non sei neanche più sicuro se quello che hai in testa lo hai pensato te.

E su questo mi piacerebbe aprire capitoli di approfondimento, ma in questo momento è il consulente finanziario che comunica con voi, e quindi devo restare nella materia che riguarda i vostri soldi.

L’emergenza Corona Virus ha portato alle conseguenze che tutti ben sapete. Non si parla di altro.

Nonostante ciò, vi invito ad una riflessione marco economica:

  1. I dati marco a fine febbraio non avevano risentito degli impatti del corona virus, ad esclusione della Cina
  2. I prezzi dello scorso lunedi “nero” scontano uno scenario di recessione con crescita dei tassi default e della disoccupazione
  3. I prossimi market movers per migliorare o peggiorare la situazione odierna sono relativi alle misure di contenimento delle autorità governative e sanitarie, a quelle delle banche centrali che riducono i tassi e riprendono misure di iniezione di liquidità per evitare stress nel finanziamento, a quelle delle autorità fiscali che stanno studiando sconti e rimborsi fiscali oltre incentivi al reddito.
  4. Una buona notizia è che le correlazioni stanno funzionando a differenza delle precedenti crisi (per esempio quella del 2018) e il fixed income su US Treasury e Bund sta performando bene.
  5. I portafogli bilanciati moderati, ben diversificati stanno reggendo e consentono di evitare il panic selling sull’equity

    Questa riflessione nasce da ciò che abbiamo visto in questi giorni da questo aspetto: il governatore della FED, Powell, ha annunciato il taglio dei tassi di 50 punti base, senza che però questo abbia di fatto rassicurato il mercato, l’azionario è sceso e il rendimento del decennale americano è sceso sotto l’1%, che è una soglia psicologica molto importante. Una mossa per voler essere “amico” del mercato, ma ha anche ammesso che non può essere lui a curare le persone e rimettere la gente in strada a comprare, come non può ripristinare le catene di fornitura che si sono interrotte. Il mercato si è anzi allarmato.

    Mark Zandi, capo economista di Moody’s, ha spiegato che se il coronavirus diventerà una pandemia e travolgerà gli Stati Uniti, essi andranno in recessione cosi come tutto il resto del mondo e molto velocemente ci potremmo trovare a valori di crescita prossimi allo zero. La FED a questo punto potrà fare ancora ben poco, perché pur abbassando ancora i tassi e sposando politiche di quantitative easing, dovrà far fronte ai tassi negativi dei Treasury a dieci anni. Quindi le mani si metteranno sulle politiche fiscali, e quindi la palla passerà al governo. E in Europa, la BCE e Francoforte cosa faranno?

    Rick Rieder di Black Rock spiega che ci si aspetta un ulteriore stimolo da parte della Bank of England e della Banca Centrale Europea, nel seguire le orme della FED americana, i mercati però potranno risollevarsi dagli shock degli ultimi giorni, solo se anche gli stati, in parallelo, agiranno su importanti stimoli fiscali, ben oculati e iniziative atte a dare uno shock positivo all’economia.

    Ma i mercati guardano anche a Joe Biden, l’ex vice presidente USA e trionfatore nel super Tuesday superando Bernie Sanders, ritenendo che ora ci sia un problema in meno, perché gli investitori pensano che la sua figura sia ottima per sfidare Trump.

    Ricordo, poco prima di questa crisi, che anche i clienti più prudenti mi chiedevano di poter guadagnare di più presi dall’euforia di un mercato che ci ha regalato negli ultimi anni una performance eccezionale, fuori dall’ordinario, e che quasi mi guardavano storto quando li riportavo alla prudenza, cercando di fare capire loro, che la ricerca di un rendimento alto, porta un rischio almeno altrettanto alto. E che comunque poi avrebbero dovuto fare i conti con la loro emotività, in caso di correzione di mercato, recessione o una vera e propria crisi o un “cigno nero”, come quello che potrebbe diventare quella attuale.

    Certo che un mercato come questo nasconde anche grandi opportunità se si sanno cogliere, ma bisogna essere pronti, sia nell’agire, sia nel rischiare, e ciò non è da tutti, come spesso spiego nel modo più chiaro possibile.

    Poi ci sono occasione speculative, ma anche possibilità di pianificazione, che attraverso uno o più metodi, consentono di sfruttare questi momenti anche ai più prudenti. Ma anche in questo caso, si deve agire, senza aspettare momenti giusti che non esistono, perché nessuno li può prevedere, perché con il metodo, il tempo e l’obiettivo chiaro, in ciò che è la mia esperienza, i risultati a casa li ho fatti sempre portare a tutti.

    Poi ogni crisi è diversa dalle crisi del passato, ma tutte le crisi hanno una cosa in comune: le crisi finiscono!

    Per esempio nel 2018 S&P 500 da inizio ottobre al 21 dicembre perdeva il -20%, i mercati in generale erano a -18%, eppure nei tre mesi successivi i mercati hanno completamente recuperato, regalandoci poi un 2019 straordinario in termini di rendimento.

    Guardando poi le serie storiche, dal dopoguerra, ci sono state 26 correzioni, cioè momenti in cui i mercati sono scesi tra il 10 e il 20%, cioè un calo medio del 13,7%, e il tempo medio per recuperare i livelli pre-crisi è stato di 4 mesi. Ovviamente non si può sapere quanto ci vorrà questa volta, come non sappiamo la natura e la portata di ciò che sta accadendo nel mondo, ma sappiamo che come è successo dopo le due guerre mondiali, o dopo tutte le crisi e i cigni neri avuti nella storia, l’economia continuerà a crescere e le borse prima o poi si riprenderanno, anche se alcuni settori ci metteranno di più e altri di meno. Insomma come sempre meglio contagiarsi di fiducia che pensare che sia tutto finito.

    Quindi cosa fare ora? Ripeto le opportunità sono molte, ma non potendo conoscere il futuro, il metodo è quello che premia, e attraverso di me è proprio con il metodo che possiamo approcciare e investire anche in un momento difficile come questo. Senza dimenticarsi mai che “panic selling” evidenzia un panico nei mercati che porta alla vendita irrazionale di ciò che si possiede… e se si vende, significa che qualcuno sta comprando. E quel qualcuno non è mai lo scemo del villaggio.

    Questo crollo era tra l’altro prevedibile al netto del corona virus, perché i movimenti di “Big Short” sui mercati, e nel trading andare “short” significa scommettere sul ribasso di un titolo, erano già ben evidenti.

    I mercati non si muovono a causa degli eventi, trovano dei pretesti di ciò che può essere definito “mondo esterno”, per compiere movimenti che se si sanno leggere i grafici, si possono prevedere e guadagnarci pure.

Mi ha fatto sorridere qualche giornalone che titolava: “I portafogli anti virus” e dispensava consigli di cosa comprare in questa crisi su consiglio dei vari “guru”, che devono avere la sfera di cristallo in qualche cassetto, senza tener conto che quando una notizia o un fatto sono accaduti, è già troppo tardi per agire. Cioè cercano di venderti qualcosa sfruttando il panico.  E ancora una volta qui ribadisco che fare quello che si fa usualmente con me, anche prima delle crisi, paga: avere un metodo, una strategia, gli obiettivi ben chiari e agire con disciplina.

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Luca Della Rosa

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione numero 16517 del 24/06/2008 - Iscrizione RUI-ISVAP numero E000638997 del 15/10/2019

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