Apocalipse now?

Ieri uscivo dopo qualche giorno di reclusione forzata a casa, per recuperare in ufficio dei documenti necessari per poter lavorare in questi giorni, nel mio studio casalingo. Vedere Firenze con le strade deserte e i molti negozi chiusi, tutte quelle persone con le mascherine, e le file fuori dai supermercati che hanno stabilito le entrate a scaglioni, mi ha fatto riflettere molto. Per la prima volta da un pò di tempo a questa parte non ero di corsa, e a lavorare a casa ci sono state molte più occasioni di gioco e confronto con le mie figlie. Poi la qualità dell’aria a Firenze sembrava già migliorata, e non credo solo per la suggestione.

Nel frattempo i mercati crollavano vorticosamente, e ricevevo telefonate da clienti che mi chiedevano cosa comprare, quanto le telefonate di quelli che invece erano spaventati dalle notizie che bombardavano media televisivi e internet. E di questi tempi, per cose che non posso spiegarvi qui, sarebbe meglio proprio staccarsi dal continuo bombardamento dell’informazione. Se non altro ci si guadagna in salute.

Sul cosa comprare e come gestire emotivamente la cosa, come su quale metodo usare in momenti di mercato come quello attuale,  in modo intelligente perlomeno, o anche come gestire ora la liquidità sul conto corrente, risponderò privatamente ad ciascuno che me lo chiederà, magari via email.

Per l’analisi invece della giornata finanziaria di ieri: borse azionarie  in caduta libera, e  anche il mercato obbligazionario in difficoltà fino a quando la FED con un intervento di emergenza inietta liquidita per 1500 miliardi. Un segnale importante che permette a Wall Street di recuperare parte delle perdite. Poi la FED fa un ulteriore dichiarazione per tranquillizzare i mercati, confermando la sua vicinanza agli stessi con nuove iniezioni di liquidità nei prossimi giorni…

Prima di questo, una vera e propria apocalisse… probabilmente figlia di  due delusione consecutive:

la prima, Donald Trump che esclude di prevedere poteri di emergenza per contenere il diffondersi del  corona virus negli Stati Uniti. I mercati tremano, vedendone una prospettiva di aumento incontrollabile del contagio… poi la seconda arriva nel pomeriggio, in Europa, quando La Lagarde, al primo test come governatore della BCE, non convince i mercati; promette prestiti a tassi negativi per le banche che daranno soldi alle imprese e alle famiglie, ma non taglia i tassi di interesse e afferma pure che la BCE non è qui per chiudere gli spread. Subito questo su ripercuote sullo spread dei titoli di stato italiani, e le banche italiane scendono in caduta libera, chiudendo piazza affari al -17%.

Fabrizio Fiorini, direttore investimenti di PRAMERICA SGR spiega il tonfo del mercato di ieri, come una presa di coscienza di ciò che sarà la crescita nel mondo quest’anno, e cioè estremamente deludente, e che se non viene affrontata nel modo dovuto, potrà rimanere deludente anche nei mesi a venire. Cioè a livello globale nessuna istituzione, nelle sue competenze, sta affrontando la cosa in modo serio, e anche se le banche centrali stanno cercando di contenere l’avvitamento che ieri si è manifestato in modo più significativo, non siamo certo alla fine della crisi, almeno finche il problema non sarà affrontato da tutti in modo globale con azione concrete per risolverlo, e non sarà semplice risolverlo.

Giovani Landi, vicepresidente di Anthilia Capital Partners, dice che nelle ultime tre settimane, la violenza con cui i mercati hanno svoltato verso il basso, è legato sia alle quotazioni oltremodo alte delle settimane precedenti al crollo (Wall Street un mese fa batteva i massimi storici), sia allo scontare gli aspetti recessivi, che comunque si stanno manifestando. Insomma al mercato è mancata una guida capace di infondere fiducia, e sarà poco probabile trovarla nelle prossime ore.

Alla luce di ciò, come guardare i portafogli? Secondo Giordano Beani, responsabile Multi-Assets Amundi per l’Italia, non ci si deve far prendere dal panico, primo per non rischiare di realizzare invece la perdita e renderla sicura, sia nell’acquistare a casaccio, ma individuare dove è necessario ribilanciare il proprio portafoglio, quanto è realmente diversificato. Inoltre invita ad  individuare nel caos gli attivi che invece performano, come i titoli di stato americani o quelli tedeschi, e affidarsi strumenti che consentono un metodo che possa guidarci  con più tranquillità in mari cosi agitati .

Tornando a noi, vi mostro un grafico interessante, fonte Bloomberg, che mostra l’andamento dello S&P 500 dal 1 gennaio 1990 al 28 febbraio 2020.

Questo perché i momenti di ribasso, possono essere vissuti meglio con una prospettiva di lungo periodo.

 

L’indice Standard & Poor 500 (S&P500) è considerato con il migliore singolo indicatore del mercato azionario statunitense.

Riconosciuto in tutto il mondo, questo indice comprende un campione rappresentativo di 500 società leader delle industrie primarie dell’economia statunitense.

Sebbene si concentri sul segmento Large Cap del mercato, con una copertura di circa il 75% dei titoli azionari statunitensi, è un riferimento importante anche per il mercato nel suo complesso.

 

Nel grafico in rosso invece vendete i momenti chiamati Bear Market, cioè come viene definito il periodo di tempo in cui il mercato azionario è negativo per almeno 4 mesi consecutivi, e si interrompe quando inizia una fase di Bull Market, segnato in verde, che è invece il periodo di tempo in cui il mercato è positivo per almeno 4 mesi consecutivi, che a sua volta si interrompe quando inizia una fase di Bear Market.

Nelle percentuali rosse e verdi trovate la variazione dell’indice e il numero di mesi di durata, per ogni Bear/Bull Market.

In questa prospettiva, visto che vengono indicate le varie crisi epocali, il modo di vedere una giornata come quella di ieri, cambia completamente.

Quindi distinguiamo la paura di ammalarci da quella di perdere i soldi. Per quella relativa al virus ci penseranno i medici, che troveranno le giuste contromisure e noi stessi con le contromisure che prenderemo, rispettando quelle che ci hanno consigliato, per evitare di prenderlo.

Per i mercati finanziari ogni volta ho sentito dire: “questa volta è diverso”, “non ci sarà soluzione”, “mai vista un’apocalisse del genere”, e poi, come in medicina, sono arrivati i medicinali e i consigli giusti, stavolta da chi i mercati li vive per professione, per poter “curare” e in molte occasioni, prendere anche opportunità che non sarebbero state possibili altrimenti.

Lo so che è difficile stare fiduciosi in questo momento. Lo so che è più facile farsi vincere dalla paura.

Ma i problemi si risolvono trovando soluzioni e non trovando altri problemi.

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Luca Della Rosa

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione numero 16517 del 24/06/2008 - Iscrizione RUI-ISVAP numero E000638997 del 15/10/2019

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