Una settimana brutale

Abbiamo appena  trascorso una settimana brutale sui mercati finanziari, con Wall Street  che è precipitata ad un -17%, toccando pure la seduta peggiore  dal Lunedì nero del 1987. Caduta ibera anche per la nostra Piazza Affari.  E per non farci mancare nulla, movimenti violenti anche sul mercato obbligazionario, e non solo sullo spread del nostro BTP dopo l’infelice dichiarazione delle Lagarde , ma anche sul Treasury decennale e trentennale americano.

Tanto  che alla  fine della settimana il Presidente Trump dichiarava lo stato di emergenza nazionale, utile magari anche  per smorzare almeno in parte la paura nei mercati.

Le mosse della BCE non hanno invece trasmesso troppa fiducia, fiducia che invece ha cercato di infondere l’Unione Europea attraverso le parole di Ursula Von Der Leyen, che ha rassicurato l’Italia che avrà tutto il sostegno finanziario e la massima flessibilità in questa situazione.

I mercati sembra abbiano un'enorme fame di liquidità, e a questo proposito, il segretario del tesoro americano Mnuchin ha ricordato in un' intervista, che dopo quel Lunedi nero del 1987, l’allora segretario del tesoro fece la differenza spiegando ai mercati che avrebbero avuto tutta la liquidità necessaria. Quella frase spinse gli investitori a comprare azioni in quel periodo e far si che quel momento , da una crisi, divenne invece uno dei migliori acquisti di sempre. E lui stesso, pur sottolineando che nel 1987 la situazione era ben peggiore di oggi, ha ribadito che lui e la FED faranno tutto il possibile per dare al mercato tutta la liquidità necessaria.

Quindi, come comportarsi in questo momento? Matteo Astolfi, capo in Italia di Capital Group esprime il suo punto di vista, consigliando agli investitori di verificare nel proprio portafoglio quali sono le obbligazioni sicure, che in queste fasi possono dare un pò di agio, specie quando  il mercato azionario scende cosi tanto. Guardare quindi le duration, investment grade e esposizione su quelle  high yeld, e quelle sui paesi emergenti. Avere in portafoglio obbligazioni di alta qualità con elevate duration, potrebbe in questo momento attutire il colpo sulle perdite della parte azionaria.

La FED continua comunque a immettere liquidità come già ha affermato, e Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Societe Generale, pur riconoscendo la gaffe della Lagarde, rassicura che secondo lui, la presidente della BCE non ostacolerà l’aiuto all’Italia e evidenzia che il problema non è solo italiano, perchè  anche lo spread spagnolo è salito, invitando quindi alla calma e alla visione in prospettiva.

Quali assets potrebbero essere vincenti in questo particolare momento di mercato? Daniel Lacalle, di Tressis Gestion, in un' intervista ha rilasciato un suo punto di vista che infonde fiducia in un momento cosi particolare. Consiglia di non cadere nella trappola di comprare settori con il beta più alto, perché potrebbero recuperare più velocemente in caso di una possibile curva a “V”, ma anzi consiglia proprio di non dare retta a chi parla di curva a “V”. Certo questa enorme svendita sta creando una grande opportunità, ma non nei settori che la gente si sta convincendo siano davvero un affare, come le compagnie aeree e le automobili.. Lui consiglia invece di investire nei settori che avrebbero sicuramente vantaggi con le manovre di sostegno all’economia, ossia utilities, telecomunicazioni e obbligazioni.

Dal fronte della cosiddetta  guerra del petrolio, che ha fatto crollare il prezzo dell’oro nero, Nansen Saleri, direttore investimenti di Quantum Reservoir Impact, nonché considerato uno dei maggiori esperti di petrolio del mercato americano, dice che è solo una questione di tempo, perché non è interesse di nessuna delle parti di continuare questa guerra dei prezzi. Ne per la Russia, ne per l’Arabia Saudita, neanche indirettamente per gli USA: la guerra dei prezzi è sempre stata nel DNA dei mercati energetici e specialmente per il petrolio. Quello che però rende particolare questa situazione, è la coincidenza con la crisi globale del corona virus, che ha amplificato enormemente l’impatto sui mercati mondiali.

Barry Sternlicht, fondatore di Starwood Capital Group, grande gruppo di Private Equity focalizzato sugli alberghi a livello internazionale, e non nuovo, nella sua esperienza sui mercati, ne alle crisi, ne alle epidemie, ribadisce che ad un certo punto questa crisi finirà. Potranno passare 30, 60 o 90 giorni, perché non sappiamo quante persone in realtà hanno contratto il virus, ma afferma che più persone lo contrarranno più sarà veloce il tempo in cui ne usciremo fuori. Lui sostiene che questa crisi avrà una forma di una “V” invece, e che avremo una crescita del PIL del 2,5/3% nel quarto trimestre e che la crisi avrà un impatto molto negativo ma sarà rapidissima. Ci sono stati l’11 settembre, la Sars, il 2008, ma “ne siamo sempre usciti” ribadisce, e ancora che “si risolverà ancora più velocemente” perchè, secondo lui, è “solo un problema di panico al livello sanitario”. E conclude, evidenziando che “tutte le cattive notizie sono già arrivate”, e che la forma a “V” ci potrebbe essere grazie a tre stimoli enormi, il primo che  i tassi a livello globale sono a terra e prendere un prestito non costa niente, e anche se il mercato del credito si contrarrà un po', c’ è abbastanza liquidità, le banche fanno ancora prestiti e possiamo ancora chiedere mutui. Secondo il petrolio, perché questo è un taglio di prezzo enorme anche per i consumatori. Terzo, che i governi interverranno e arriveranno pacchetti di stimoli all’economia, a destra e a sinistra, e  il 20% dell’economia si basa sui servizi e sul turismo, e quindi non la faranno crollare, affermando “non è cosi terribile come la si potrebbe pensare”.

Direi quindi una visione totalmente positiva.

La settimana di passione non sembra però passare, quando la notte di Domenica,  Powell decide di tagliare i tassi americani praticamente a zero e di lanciare un nuovo Quantitative Easing, ma  non sembra dare fiducia ai mercati e Lunedi crolla ancora tutto.  Perché è vero che  guardano alla FED, ma anche all’America che si sta fermando, che riduce i voli aerei, chiude le grandi catene di negozi, e quindi si chiude proprio come abbiamo fatto noi da qualche settimana, e si aspettano una presa di posizione del Presidente Trump. Così  Marzo sta per classificarsi come il mese peggiore dei mercati all’ottobre del 1987, e gli indici sono scesi ai livelli minimi degli ultimi tre anni.

Per avere una tregua forse si aspettano i primi dati postivi sul fronte sanitario, ma anche le prese di  posizione coordinati in termini di politica fiscale, da parte del G7 e  l’Eurogruppo, per esempio.

Evidenzio anche una nota di Devin Kostin di Goldman Sachs, il quale afferma che dopo aver messo in fila le ultime 11 recessioni globali, dal dopoguerra ad oggi, ha calcolato che la media del ribasso è stata del 30%, e facendo un confronto con gli utili aziendali e le loro prospettive in questa fase, ha ritenuto che l’indice  l’S&P 500 potrebbe scendere dai livelli attuali intorno ai 2700,  del 26% ,e attestarsi intorno ai 2000. Ma dopo grandi ribassi, come è accaduto anche dopo lo scoppio della bolla di internet del 2000, o quella del 2008, si innescano dei grandi trend di rialzo, e quindi l’indice S&P, a fine anno potrebbe chiudere  a 3200 punti, cioè  il +18% rispetto ai valori odierni.

Allora, è il momento di comprare? Il Capo economista di Allianz , Mohamed El-Erian, dice che quando  la gente non potrà vendere tutto quello che vorrà vendere, venderà tutto ciò di cui può liberarsi , quindi invita a fare attenzione, e aggiunge che: “stiamo notando segnali di malfunzionamento nei mercati, che si spera siano risolti, ma vedo spie d’allarme a tutto campo. La gente dovrebbe essere davvero attenta. Non chiuderei i mercati a meno che ciò non fosse strettamente necessario e lo dovrei assolutamente fare se si tratta di un questione  sanitaria per le persone che ci lavorano oppure se le imperfezioni dei mercati sono diventate profonde. Ma se si chiudono questi mercati, riaprirli sarà davvero complicato. A questo punto il mio consiglio è di non sprecare le mosse a disposizione. I tassi sono stati tagliati di 150 punti base, è un inerzia attiva, non aiuta e si finisce per fare le stesse cose, come un turista americano che a Parigi chiede indicazioni in inglese ad un francese, e questo non capisce, e lui per farsi capire dice la stessa cosa, ma alzando la voce, e le cose non funzionano cosi”.

Intanto in Piazza Affari, l’amministratore delegato di Campari ha comprato 200 mila azioni della propria azienda, e questo è un forte segnale di fiducia che il mercato si riprenderà, e che i livelli di oggi non rispecchiano i valori delle società.

Massimo Saitta, direttore investimenti di Intermonte Sim, afferma che tutti si aspettano che questa crisi ricalchi quella del 2008, ma molto dipenderà dalla risposta che daranno, non tanto le banche centrali che sembrano avere le armi un po' spuntate, ma piuttosto i governi , su un piano di sostegno in questa fase e di rilancio delle economie tramite una spesa molto più accentuata,  in quella immediatamente successiva.

Infine il nostro governo vara la Cura Italia, ma per i BTP schizza lo spread ancora a 260 punti base, forse solo in attesa di sapere cosa farà Francoforte in aiuto dell’economia Italiana.

Tutta questa mia ricerca e assemblamento di notizie e dichiarazioni, vuol essere un mio contributo per aiutare i miei clienti ad essere consapevoli e informati su ciò che succede.

Un modo per stargli vicino in questi momenti di notizie che alimentano paure e non aiutano a vedere le cose in modo lucido.

Per farci compagnia anche in questa situazione di blocco forzato, pur avendo dato la mia disponibilità attraverso la tecnologia, ad appuntamenti in video conferenza, oppure per iscritto tramite email o whatSapp,  almeno ora che, per il decreto ministeriale, non è possibile fissare appuntamenti di persona.

Vi invito anche a scrivermi e contattarmi per illustrarvi più approfonditamente le strategie che presentano i gestori dei fondi di investimento in questo particolare momento di mercato.  Vi potrò mostrare soluzioni per la gestione della vostra  liquidità, valutare eventuali  riposizionamenti del vostro portafoglio, o approntare una diagnosi in termini di costi benefici, di quelli che avete eventualmente ancora presso terzi.  Infine illustrarvi gli strumenti e i metodi utili che abbiamo a disposizione durante fasi di mercato negative e altamente volatili.

Dove puoi trovarmi

Qui troverai tutte le informazioni per contattarmi

 

Luca Della Rosa

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione numero 16517 del 24/06/2008 - Iscrizione RUI-ISVAP numero E000638997 del 15/10/2019

Ufficio 1

Piazza Frà Girolamo Savonarola, 6
50125 - Firenze
 055 2001315
 055 2340289

Ufficio 2

Via Galileo Galilei, 30
51100 - Pistoia
 0573358828
 0573358828

Per una prima consulenza, scrivimi!

ti contatterò molto presto per concordare data e luogo dell'appuntamento
@
@
@
@