Bassi e alti...

Altra giornata ai “domiciliari”. Nella sua drammaticità, questa situazione ha almeno qualche lato positivo. Perché pur rimanendo vicino, per quanto ci possa essere concesso, ai malati, ai defunti e alle loro famiglie, e a tutti quei lavoratori che non si possono fermare, e in primis agli operatori sanitari, medici e infermieri, che specie in alcune zone stanno conducendo una battaglia da veri eroi, contro malattia, sovraffollamento, carenze, e pure rischiando la propria vita, almeno alcuni di noi hanno smesso di “correre”. Possono passare tempo in famiglia e vedere crescere i propri figli, giocare con loro, tornare a parlare con le persone a loro vicine di cose di cui non si ha mai tempo di parlare. Insieme oppure anche da soli, dedicarsi ai propri hobbies, leggere e mangiare con calma, mettersi in pari con il lavoro arretrato, tornare a studiare o a creare, nella musica, nello scrivere, nel dipingere, nello scolpire. Ma soprattutto fermarsi a pensare. A “sentire” un qualcosa che nella corsa quotidiana spesso si fa finta che non ci sia o si sopprime. Certo, per qualcuno c’è la paura, la preoccupazione di una situazione come questa, ma fermarsi a riflettere, a leggerci dentro, ad ascoltare ed ascoltarci, può essere una grande opportunità, che non va sprecata. Perché può essere un modo per avere l’impulso a provare a vedere le cose, e la propria vita, in un modo completamente diverso. Averne un altro punto di vista, vederci da un’altra prospettiva. 


Ora torno alla finanza. Nei prossimi giorni, già alcune banche non apriranno più gli sportelli come di consueto, ma solo su appuntamento, o solo in alcuni orari e alcuni giorni. Avere quindi la possibilità di usare e saper usare bene i servizi on line aiuterà molto, e chi è meno pratico, ha comunque la mia disponibilità per essere affiancato in ciò che ha bisogno, per quello che posso fare, anche in questo caso.

I mercati ieri hanno provato a rimbalzare. Merito di quella stessa FED che domenica sera non era riuscita a  convincerli con il taglio dei tassi. E’ intervenuta invece in modo tempestivo ed efficace  su un pezzo del mercato del credito, quello relativo ai “commercial  paper”, le cambiali non garantite delle aziende americane, sciogliendo cosi un problema di liquidità molto importante.  Il mercato ha apprezzato, con rimbalzi nel settore tecnologico e farmaceutico di anche il 12 e il 15%. Quindi l’impressione è che ci sia una regia, una guida diretta dalla FED e dal governo statunitense, pronta a dare la liquidità necessaria e quindi a dare ossigeno anche alle  imprese negli Stati Uniti. Nonostante i molti commentatori l’avessero accusata di aver tagliato i tassi troppo presto, sprecando munizioni che sarebbero servite magari più avanti, la FED ha invece difeso le sue scelte, ribadendo di aver fatto invece la cosa giusta al momento giusto.

Sempre in soccorso ai mercati, è intervenuta anche la Casa Bianca, quando Trump ha annunciato che il pagamento di 300 miliardi di tasse verranno rinviati per almeno tre mesi , e che intende spedire assegni direttamente nelle caselle della posta degli americani che avranno bisogno di sostegno durante questa crisi.

Le grandi case di affari stimano però che siamo in una grande recessione globale.  Jan Hatzius, capo economista di Goldman Saschs, in un’intervista dichiara che si aspettano che il PIL mondiale sia chiaramente in recessione,   intorno all'1,25%, ben al di sotto del valore stimato dai più, pari all'2,5%,  che già viene considerato appunto un criterio di recessione.

Nel 2020 si aspettano che le misure che verranno prese per mitigare gli effetti del virus, specie nelle zone più colpite, che stanno causando e che causeranno un  rallentamento della produzione, potranno portare i livelli del PIL a perdere anche il 6/ 7% . Sulla base dei dati raccolti dopo l’epidemia in Cina e Corea del Sud, nei paesi attualmente colpiti in modo pesante, dopo aprile potranno vedere una ripresa, ma non escludono che la contrazione sia peggiore di quella che stanno valutando.

Cosa fare ora? Mentre tuti i gestori sono molto prudenti nel prendere decisioni e nel valutare l’evoluzione della crisi, Guido Brera di Kairos, invece comincia a comprare azioni: ”cominciando a comprare con un piano graduale di accumulo, che non vuol dire comprare oggi tutto, ma cominciare a parlare con le aziende, vedere quali sono meno impattate, perchè ci sono alcune aziende che non sono quasi impattate da questo virus, e vedere anche quelle che sono state impattate quanto è nei prezzi e quanto non”; poi chiarisce che vede la recessione, come vede la revisione delle stime e tutti i problemi che ci sono, ma è convinto che per alcune aziende, rispetto ai loro fondamenti, i prezzi in acquisto non sono troppo alti.

Ci sono quindi persone che pensano già di vedere oltre la crisi, e che ci sono aziende il cui  valore emergerà nei prossimi mesi. Alcuni esperti infatti credono che questa è una crisi sanitaria e che i mercati si riprenderanno non appena si riuscirà a contenere il contagio, e che le valutazioni del mercato azionario stanno diventando molto interessanti per gli investitori. Proprio  come il presidente Trump, che afferma che non appena risolta la crisi sanitaria, le persone apriranno gli occhi e troveranno azioni ad un prezzo cosi basso che si tufferanno nel mercato…  e allora, forse, sarà anche un pò tardi.

 

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Luca Della Rosa

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