Dal tramonto all'alba...

Molte cose ormai sembrano evidenziare che siamo  di fronte ad un cambiamento epocale. Non sappiamo quanto questa “solitudine” e distanza forzata , anche nel modo di operare, andrà avanti. Non sappiamo quanto tutto questo influirà nella nostra vita emotiva, psicologica, relazionale e professionale. 

Io continuo a relazionarvi sui mercati, sul mio lavoro per voi, per essere all’altezza del compito che mi avete dato, relativo alla professione per cui mi avete scelto. Ma ci tengo che sappiate che prima di tutto, vi sto scrivendo e chiamando uno per uno, anche chi non mi ha seguito in quello che è stata la mia scelta degli ultimi mesi,  per cercare di guardarvi negli occhi, e starvi vicino con il cuore. Sia chi è costretto a stare in casa, sia chi, per quelli che tra i miei clienti e amici sono medici e operatori sanitari , forze dell’ordine e altre categorie professionali, non si sono mai fermati e sono in prima linea in questa emergenza.

Ogni volta che vi penso, o che ci sentiamo o ci scriviamo, cerco di dimenticare i risparmi e i mercati, anche se la mia competenza e la mia professione fa si che vi resti vicino anche in quello che è l’assistenza e la consulenza, perché voglio aiutarvi prima di tutto a gestire lo smarrimento, l’incertezza, molto di più di quello che è la volatilità dei mercati, che è comunque su scala globale, e non interessa solo il vostro portafoglio.

Quindi pronto per ogni spiegazione che mi chiediate, ma ancora più pronto a sentirvi, anche solo per il piacere di farlo e sapere che state bene.

E’ innegabile che sia in corso un passaggio, non solo di pensiero, ma anche di relazione. In questi oltre 20 giorni di fermo forzato, abbiamo imparato a comunicare ancora di più con gli strumenti con i quali comunque, almeno nella nostra relazione, ci eravamo già abituati… il telefono, whatsapp, l’email, le video chiamate individuali o in conferenza con più soggetti. Di persona, guardandoci negli occhi, con le nostre voci, ma sempre attraverso filtri come quello che può essere uno schermo o quello che può sembrare il freddo  scritto di un messaggio digitale…

E ogni mezzo che usiamo, cambia il messaggio… quindi sarà importante, imparare ad usare al meglio ciò che, ora come ora, la tecnologia ci mette a disposizione. Per questo mi metto a disposizione anche per tutti quei clienti e amici, che alla tecnologia invece sono avversi, per aiutarli ad utilizzarla e interagire con essa, non solo per continuare ad avere i servizi necessari con la banca e  in quello che è il nostro rapporto professionale, ma anche proprio per quello che è la nostra relazione umana, specie in questo periodo cosi particolare. E non sto certo parlando solo di ciò che è inerente ai mercati, ma soprattutto a quello che è il nostro essere umano.

Certo avevamo già questi strumenti, ma pochi li utilizzavano, e chi li utilizzava lo faceva solo per quelle situazioni pratiche indispensabili, o quasi accidentali. Oggi i nostri figli e nipoti ricevono le lezioni scolastiche via web, le riunione lavorative avvengono in conference call (video conferenza), e molte relazioni anche professionali, avvengono per iscritto con mezzi immediati, come email e whatsapp, per fare un esempio.

Certo si perde la relazione profonda che si instaura con la presenza fisica, il livello emozionale del contatto e della vicinanza, che rende l’incontro spesso meno rigoroso e strutturato. Si entra in un qualcosa che invece, per forza di cose, necessita di struttura e organizzazione ben definita, un modo diverso di guardare la stessa cosa. Ma abbandonando le remore, si può comunque arrivare ad un risultato di relazione soddisfacente ed ugualmente efficace.

Anche perchè la peggiore soluzione sarebbero la paura e il panico. Non abbiamo posto dove nasconderci da questa situazione, e quindi trovare i mezzi per affrontarla al meglio, è inevitabile.

E tornando al crollo dei mercati, ha riguardato tutti. Non ci sono state persone che sono riuscite a scamparlo, chi più o chi meno, a seconda della sua esposizione al rischio,  ha avuto un riprezzamento complessivo delle asset class, e deve passare anche il messaggio che chi ha la giusta diversificazione, e il corretto orizzonte temporale, gli strumenti di qualità, sarà quello che accuserà meno, nel tempo,  la tempesta in atto. Certo per molti è facile trovare il capro espiatorio, come spesso accade, i meriti sono sempre propri e i demeriti sempre di qualcun altro, ma chi investe il ruolo professionale che ricopro, con onestà e competenza, sa bene che già dopo la MIFID stessa non ci è stato attribuito un ruolo che ci rende responsabili dei rendimenti, ma piuttosto dei comportamenti dei nostri clienti, perché, come ho sempre specificato ogni volta che ho guidato nella consulenza i miei clienti, non sono io che do il rendimento, ne la banca quale mezzo, ma il mercato. Il mio compito è quello di comprendere obiettivi ed esigenze, e pianificare il portafoglio verso il conseguimento di questi, orientando il cliente verso le strade più adatte a lui per centrare il conseguimento di questo obiettivo.

Il mio compito è tenere con il cliente la barra dritta del timone all’obiettivo che ci siamo prefissati. Fianco a fianco. 

E chi mi ha seguito in questi anni, sa che ci siamo sempre arrivati a ciò che abbiamo pianificato. Come è stato pianificato il lavoro dei mesi scorsi nel riuscire a mettere in sicurezza i portafogli, pur senza sapere dell'emergenza virus che poi è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma solo perché abbiamo cominciato a prevedere almeno un "refreshing" dei prezzi dopo oltre 10 anni straordinari.

Come è sempre successo, da ogni crisi si esce, e si sa che esce meglio e più forte chi è riuscito a guardare a medio-lungo termine.

E se si guardano come sono cresciuti gli acquisti on line e l’uso dei servizi internet dopo questa emergenza, ci sono settori che sono cresciuti a 2 e 3 cifre, e quindi ciò denota anche un cambio strutturale di ciò che  è il mondo che abbiamo concepito fino ad oggi. 

E queste possono essere opportunità non consolatorie, ma strutturali.

Non chiudiamo gli occhi di fronte a quei paesi che invece di vivere questo come un dramma collettivo, come è successo da noi, la situazione è stata invece  incorporata nel comportamento collettivo: vedi il Giappone, la Corea del Sud e la stessa Cina. 

Un pezzo del mondo, pur essendo in corso e attuale l’emergenza virus,  è già ripartito.  

Lo faremo anche noi, cominciamo a sintonizzarci su questo.

Facciamo ora il punto sulla settimana appena trascorsa, in cui il virus ha colpito a velocità crescente, Stati Uniti, Spagna  Inghilterra e tanti altri paesi.

Nonostante ciò, dai numeri sembra che l‘epidemia, nei paesi pesantemente colpiti le scorse settimane,   abbia subito un rallentamento come se fossimo arrivati al picco, ma è ancora troppo presto per definire se si tratta davvero di un trend oppure no. 

Sui mercati invece ci sono state cose importanti. Wall Street, dopo i pacchetti di aiuti all’America da 2000 miliardi, dai minimi è arrivata a guadagnare 20 punti percentuali, quasi un mercato toro, è stato definito, anche se gran parte dei guadagni a fine settimana sono stati restituiti. Intanto però in Europa, Georgieva del FMI, affermava che la recessione assomiglia sempre più a quella del 2008/2009, solo che la durata e la profondità di questa recessione dipendono molto dal contenimento del virus, e dalle risposte coordinate alla crisi. L’adozione di misure aggressive di contenimento sono il prerequisito per una forte ripresa, misure monetarie e fiscali mai viste prima.

Per i mercati però le stime del FMI arrivano sempre tardi, le borse hanno già scontato e incorporato una recessione ancora più severa di quella del 2008 2009, e quindi resta la domanda: quale sarà la strategia migliore per superare questo momento particolare sui mercati?

Sandro Perri, Global Head of Client Group BNP Paribas, afferma che è  troppo tardi a suo avviso per vendere classi di asset rischiose mentre  su un orizzonte temporale di medio lungo termine si cominciano ad avere visioni interessanti con questi prezzi, quindi nei loro portafogli tendono ad avere uno scenario di riferimento tendente al positivo, ma tutto sta nella velocita in cui riusciremo ad uscire dal lock-down.  Altro fattore sarà  lo sviluppo di cure, vaccini e strumenti che garantiscano il controllo dell’epidemia.

E se invece volessimo sapere come muoverci dal punto di vista del reddito fisso, e cioè il mercato obbligazionario , Alessandro Aspeis, Country Head di Columbia Threadneedle Investments, sostiene che per la clientela già investita  in prodotti obbligazionari, soprattutto quelli legati al credito, è meglio  rimanere investiti, chiudere gli occhi e allungare il proprio orizzonte temporale, a meno che non ci sia proprio adesso bisogno di liquidità, nel qual caso il rischio di cristallizzare una perdita in conto capitale è notevole. Invece un’ entrata ora nell’ambito obbligazionario va considerata secondo due tematiche: o si considerano degli investimenti governativi dove il ritorno è pressochè nullo ma offrono la possibilità di contro bilanciare delle posizioni magari prese in asset class di rischio, anche se di tipo obbligazionario, o per chi invece considera un ingresso  nell’ambito del credito, la  valutazione in ordine di redditività parte dal mercato obbligazionario investment grade per i clienti con un rischio moderato, per passare all’ambito high yeld, soprattutto europee, dove c’è una minor presenza del settore energetico che negli USA ha portato quasi al 20% il ritorno in termini di rendimento sulle obbligazioni.  Per chi ha invece una propensione al rischio ancora maggiore si può considerare un inserimento delle obbligazioni paesi emergenti, prima in valuta forte, quindi emissioni in dollari, e successivamente, in una seconda fase, anche in valute locali.

La mia intenzione di tenervi informati, di raccogliere notizie, di mettermi a vostra disposizione per darvi la possibilità di confrontarvi con il parere e la competenza di persone qualificate, specie in questo marasma di informazioni che ci arrivano, è anche per aiutare a comprendere quali sono fonti autorevoli e quali no. Orientarsi quindi tra i diversi pareri degli esperti, ma farsi anche un’idea propria, per poi poter decidere in base ai propri obiettivi, ai propri orizzonti temporali, ma anche in base alla propria emotività. Soprattutto nella fase di recupero, valutare attentamente per poter fare le scelte migliori.

Per esempio,  per chi ha una forte predisposizione al rischio, porti una domanda tipo: "può convenire stare sull’azionario e non tanto sull’obbligazionario, perchè con la previsione di aumento enorme del debito, non solo italiano, ma a livello mondiale , lo spread evidentemente, dopo l’intervento delle banche centrali,  potrà aumentare, e quindi il prezzo delle obbligazioni diminuire?"

Un esempio, certo, ma raccogliere notizie e informazioni oggettive, può aiutare a rispondere alle domande che ci poniamo. E a comprendere meglio le situazioni.

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Luca Della Rosa

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione numero 16517 del 24/06/2008 - Iscrizione RUI-ISVAP numero E000638997 del 15/10/2019

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