Corpo
Corpo
La seconda Porta
La seconda Porta
È attraverso il corpo che incontriamo la materia.
Il corpo è il nostro primo luogo di esperienza nel mondo sensibile. Attraverso di esso tocchiamo, ci muoviamo, agiamo, incontriamo limiti e possibilità.
Ha peso, forma e necessità. Ha bisogno di nutrimento, movimento, riposo e cura. Ma un corpo umano vivente non è soltanto materia: è attraversato dalla vita e inseparabile dalle altre dimensioni che ci costituiscono.
Imparare a conoscerlo, ascoltarlo e prendercene cura non significa inseguire un corpo perfetto.
Significa cominciare ad abitare consapevolmente lo strumento attraverso cui facciamo esperienza del mondo.

Prendersi cura di ciò che ci è affidato
Prendersi cura di ciò che ci è affidato
Nutrire, muovere, ascoltare
Nutrire, muovere, ascoltare

Prendersi cura del corpo non significa inseguire un modello ideale né combattere contro ciò che siamo. Significa imparare a riconoscerne i bisogni, rispettarne i ritmi e comprenderne il linguaggio.
Ciò che mangiamo, il modo in cui ci muoviamo, il sonno, il respiro, le abitudini e l’ambiente in cui viviamo partecipano ogni giorno alla qualità della nostra esperienza.
Alimentazione, movimento e cura di sé possono allora smettere di essere semplici strumenti per “stare in forma” e diventare occasioni di conoscenza. Il corpo ci mostra i nostri limiti, ma anche le nostre possibilità; conserva abitudini, manifesta tensioni, cerca equilibri e continuamente si adatta alla vita.
Ascoltarlo non significa assecondarlo sempre. Significa imparare a conoscerlo abbastanza da potercene prendere cura.
Imparare ad abitarsi
Imparare ad abitarsi
Il corpo parla anche quando non lo ascoltiamo
Il corpo parla anche quando non lo ascoltiamo
Il corpo non è soltanto ciò che muoviamo volontariamente. Respira, reagisce, si tende, si rilassa, conserva ritmi e abitudini. Ci segnala fame e sazietà, stanchezza ed energia, piacere e disagio, apertura e resistenza.
Molto di ciò che accade in noi si manifesta nel corpo prima ancora di diventare pensiero cosciente. Un respiro che cambia, una tensione, un gesto istintivo, il bisogno di fermarsi o di muoversi possono diventare occasioni di osservazione.
Ascoltare il corpo non significa attribuire a ogni sua manifestazione un significato nascosto, né confondere il piano fisico con quello interiore. Significa riconoscere che nell’essere umano materia, vita e anima si incontrano continuamente e che ciò che avviene su un piano può entrare in relazione con gli altri.
Abitare il proprio corpo significa allora imparare ad esserci, prima ancora di volerlo cambiare.

Il corpo è materia che vive.
Abitarlo consapevolmente è cominciare a riconoscerlo come Tempio.
Il corpo è materia che vive.
Abitarlo consapevolmente è cominciare a riconoscerlo come Tempio.