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Alimentazione e Igienismo

La terza Porta

Mangiare è uno dei gesti più semplici della nostra vita. E forse uno di quelli che conosciamo meno.


Ogni giorno introduciamo nel nostro corpo qualcosa che proviene dal mondo: lo scegliamo, lo trasformiamo, lo assimiliamo e infine ne lasciamo andare una parte.


Per molto tempo anch’io ho guardato all’alimentazione soprattutto attraverso ciò che poteva produrre sul corpo: energia, prestazione, composizione corporea, aumento o perdita di peso. L’esperienza con gli atleti mi ha insegnato molto, ma col tempo una domanda è diventata sempre più importante.


Siamo davvero nutriti soltanto da ciò che mangiamo?


Da quella domanda, il mio modo di osservare l’alimentazione ha cominciato ad allargarsi.

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Dal controllo all’ascolto

Non una dieta ma una relazione

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L’incontro con l’igienismo naturale ha progressivamente spostato la mia attenzione dal semplice calcolo di ciò che entra nel corpo all’osservazione di come il corpo vive, reagisce e cerca continuamente il proprio equilibrio.


Alimentarsi non significa soltanto contare calorie, nutrienti o seguire uno schema. Significa anche osservare qualità, quantità, ritmi, combinazioni, abitudini e soprattutto la risposta individuale dell’organismo.


Non credo però che sostituire un dogma con un altro rappresenti necessariamente un passo avanti. Anche ciò che nasce come ricerca di salute può diventare una nuova rigidità quando smettiamo di osservare e cominciamo semplicemente ad obbedire.


Una scelta può avere senso per una persona, in una determinata fase della sua vita, e non averne per un’altra.


Conoscere dovrebbe renderci più consapevoli, non semplicemente più obbedienti.

Non ci nutriamo soltanto di cibo

Che cosa alimentiamo quando alimentiamo l’uomo?

Nel proseguire la mia ricerca, la domanda sull’alimentazione si è progressivamente allargata.


Se l’essere umano non è soltanto il suo corpo fisico, possiamo pensare che abbia bisogno soltanto di alimenti fisici?


Ci nutre certamente ciò che mangiamo e ciò che beviamo. Ma, in un senso più ampio, ci nutrono anche le immagini che guardiamo, i pensieri che accogliamo, le parole che ascoltiamo e pronunciamo, le emozioni che coltiviamo, le relazioni che viviamo e gli ideali verso i quali orientiamo la nostra esistenza.


Nel mio percorso di ricerca e negli studi che ho approfondito sull’essere umano, ho incontrato così una concezione dell’alimentazione che non riguarda più soltanto ciò che introduciamo attraverso la bocca, ma ciò con cui le diverse dimensioni del nostro essere entrano continuamente in relazione.


È da questa prospettiva che nei miei scritti ho cominciato a parlare anche di Alimentazione Cosmica.


Non come una nuova dieta da seguire o una verità da accettare, ma come un’altra domanda da portare con sé:


Di che cosa mi sto nutrendo?

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Non ci nutre soltanto ciò che mangiamo.

Ci nutre ciò che lasciamo entrare in noi.

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