Il primo tempio
Il primo tempio
Il corpo non mente
Il corpo non mente
Il corpo ci accompagna in ogni istante della nostra esistenza.
Respira.
Sente.
Si muove.
Reagisce.
Ricorda.
Fa esperienza.
Ricorda. A volte ci accorgiamo di lui soltanto quando qualcosa non funziona più come vorremmo.
Un dolore, una stanchezza, una tensione, un limite.
Eppure il corpo non è soltanto qualcosa da curare, allenare o correggere.
È il luogo che abitiamo per tutta la nostra vita.
Ascoltarlo non significa necessariamente interpretare ogni suo segnale o cercargli subito una spiegazione.
Significa, prima di tutto, tornare ad abitarlo.
Sentire come respiriamo.
Come camminiamo.
Come mangiamo.
Come ci muoviamo.
Come reagiamo quando abbiamo paura o quando amiamo.
E cosa accade dentro di noi quando finalmente ci fermiamo.
Le Vie del Corpo cominciano da qui: non dal tentativo di dominarlo, ma dalla possibilità di ascoltarlo.

Il corpo impara facendo
Il corpo impara facendo
Il movimento come esperienza
Il movimento come esperienza

Il corpo non impara soltanto attraverso ciò che comprendiamo.
Impara facendo.
Attraverso un gesto ripetuto.
Un equilibrio perduto e ritrovato.
La fatica.
Il respiro che cambia.
Un limite incontrato e, qualche volta, superato.
Allenarsi, allora, può significare molto più che diventare più forti, più veloci o più resistenti.
Può essere un modo per conoscersi.
Negli anni ho attraversato e insegnato forme di movimento molto diverse: Jiu-Jitsu, Muay Thai, Kickboxing, Pugilato, MMA, Krav Maga e diversi metodi di difesa personale, insieme al lavoro individuale attraverso Calisthenics e Functional Training.
È un percorso cominciato da bambino, nel 1977. Ho iniziato a insegnare nel 1988 e nel 1991 ho fondato a Firenze una scuola che ancora oggi continua a distinguersi per attività e risultati in queste discipline.
Sono stato atleta agonista, insegnante e coach di atleti dilettanti e professionisti che hanno ottenuto risultati anche a livello internazionale. In momenti diversi della mia storia sportiva ho inoltre ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico Nazionale, accompagnando rappresentative italiane di Full Contact, Muay Thai, Kickboxing e MMA in competizioni mondiali ed europee, all’interno delle diverse organizzazioni che hanno segnato il mio percorso.
Ma tutto questo, oggi, mi interessa soprattutto per ciò che quasi cinquant’anni di pratica mi hanno insegnato sul corpo e sulle persone.
Non credo che una disciplina sia adatta a tutti, né che tutti debbano cercare la stessa cosa.
C’è chi vuole recuperare forza e mobilità.
Chi desidera sentirsi nuovamente a proprio agio nel proprio corpo.
Chi vuole imparare a difendersi.
Chi cerca prestazione, tecnica e condizionamento fisico.
E chi, attraverso il confronto con un limite, finisce per incontrare qualcosa di sé.
Per questo il personal training, per me, non parte dall’esercizio.
Parte dalla persona.
Età, condizione fisica, esperienza, obiettivi e possibilità sono differenti.
Il movimento viene dopo.
E può essere intenso oppure gentile.
Tecnico oppure istintivo.
Individuale oppure condiviso.
Perché anche imparare a colpire, schivare, cadere, rialzarsi, respirare sotto pressione o semplicemente sostenere il peso del proprio corpo può diventare un’esperienza di presenza.
Non si tratta soltanto di allenare un corpo.
Si tratta di imparare ad abitarlo mentre si muove.
Il corpo cerca equilibrio
Il corpo cerca equilibrio
Prendersi cura senza diventare schiavi delle regole
Prendersi cura senza diventare schiavi delle regole
Il corpo possiede una capacità straordinaria di adattarsi.
Ogni giorno risponde a ciò che mangiamo, a come dormiamo, a quanto ci muoviamo, al modo in cui respiriamo, ai ritmi che gli imponiamo e agli spazi che gli concediamo per recuperare.
Nel tempo mi sono avvicinato anche all’igienismo naturale, non soltanto attraverso l’esperienza e la ricerca personale, ma approfondendone lo studio fino a conseguire il diploma presso la Health Science University.
A questo percorso ho affiancato altri studi e altre esperienze, cercando nel tempo di mettere in dialogo prospettive differenti.
Tra queste, ho approfondito anche il tema dell’alimentazione cosmica secondo Rudolf Steiner, successivamente ampliato e sviluppato, ai nostri giorni, nel lavoro di Enzo Nastati.
Non è rimasto soltanto uno studio teorico. Ho cercato innanzitutto di sperimentarne principi e pratiche su me stesso, osservandone gli effetti e confrontandoli con l’esperienza; successivamente, quando ne ho maturato una comprensione sufficiente, anche accompagnando altre persone che desideravano intraprendere una ricerca in questa direzione.
E forse proprio l’aver attraversato approcci diversi mi ha insegnato a non trasformarne nessuno in una nuova religione.
Non credo nell’idea che per prendersi cura di sé si debba necessariamente diventare integralisti dell’alimentazione, vivere contando ogni ingrediente o inseguire una presunta perfezione del corpo.
La salute non dovrebbe diventare un’altra forma di prigionia.
Mi interessa piuttosto imparare ad osservare.
Comprendere come reagisce il nostro corpo.
Accorgersi di ciò che gli dà energia e di ciò che gliela sottrae.
Riconoscere abitudini che ci fanno bene e altre che forse continuiamo a ripetere soltanto perché sono diventate automatiche.
Alimentazione, movimento, riposo, respirazione, contatto con la natura e pratiche di riequilibrio possono diventare strumenti.
Non comandamenti.
Perché anche ciò che fa bene a una persona non necessariamente farà bene, nello stesso modo, a un’altra.
E soprattutto perché il corpo cambia.
Con l’età.
Con le esperienze.
Con le stagioni della vita.
Per questo preferisco pensare alla cura del corpo come a un dialogo, non come all’applicazione di un protocollo.
Si prova.
Si osserva.
Si ascolta.
Si comprende.
E, quando serve, si cambia.
Non per costruire il corpo perfetto.
Ma per imparare ad ascoltare e riconoscere, nel tempo, ciò che può aiutarci a vivere meglio nel nostro corpo.

Ci sono cose che il corpo racconta senza parlare
Ci sono cose che il corpo racconta senza parlare
Il linguaggio delle mani
Il linguaggio delle mani

Ci sono momenti nei quali il corpo non ha bisogno di essere allenato.
Ha bisogno, semplicemente, di essere ascoltato.
E le mani possono diventare una forma particolare di ascolto.
Il mio incontro con questo mondo è cominciato molti anni fa anche attraverso la pranoterapia, nella quale mi sono formato e certificato con Andrea Penna, approfondendo anche l’analisi dell’energia delle mani.
Successivamente mi sono diplomato come massaggiatore olistico, approfondendo differenti forme di lavoro corporeo: dal massaggio rilassante e decontratturante a quello emozionale e sensoriale.
Ma il percorso che più profondamente ha trasformato il mio modo di intendere il contatto è durato circa vent’anni ed è passato attraverso lo studio e l’esperienza del massaggio tantrico, nella tradizione del Tantra bianco e rosso.
Con il tempo, tuttavia, qualcosa è cambiato.
Ho sentito che non potevo limitarmi a ripetere forme e conoscenze nate in altre epoche dell’umanità.
Dovevano attraversare il presente.
E attraversare me.
Da questa ricerca è nata progressivamente quella che oggi chiamo La Via del Cuore.
Un tentativo di portare l’esperienza del corpo oltre la sola ricerca del piacere e oltre la sola energia sessuale, senza però negare i sensi, le passioni o le pulsioni che appartengono alla nostra natura.
Non reprimerli.
Non esserne dominati.
Attraversarli e trasformarli.
Il massaggio può diventare allora un’esperienza nella quale il contatto non cerca soltanto di produrre una sensazione, ma diventa presenza, ascolto e possibilità di aprirsi a una qualità dell’amore che percepisco come più vasta della sola dimensione personale.
Un Amore che non si possiede e non si trattiene.
Un Amore del quale, semmai, possiamo provare a diventare strumenti.
È qui che, per me, il linguaggio delle mani comincia a incontrare la Via del Cuore.
E forse è anche qui che una delle Vie del Corpo smette lentamente di essere soltanto corpo.
Non ogni incontro, naturalmente, deve avere questa profondità o questa direzione.
Nello Studio Cinabro il massaggio può essere anche semplicemente uno spazio di benessere, rilassamento, distensione e ascolto del corpo.
Accanto ai trattamenti che pratico personalmente, altri professionisti e professioniste dello Studio portano le proprie competenze e sensibilità, attraverso differenti tradizioni e approcci, tra cui massaggio tantrico tradizionale, ayurvedico e californiano.
Il lavoro può avvenire sul lettino oppure sul tatami, secondo la natura dell’esperienza e del trattamento.
Perché non sempre il corpo deve essere condotto da qualche parte.
A volte ha semplicemente bisogno che qualcuno sappia ascoltarlo.
Il corpo non è il limite del nostro viaggio.
È il luogo dal quale possiamo cominciare.
Il corpo non è il limite del nostro viaggio.
È il luogo dal quale possiamo cominciare.